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Agnese Voltan

Il fratello di mio marito aveva sposato mia cugina e così io e lui ci siamo conosciuti, ci siamo innamorati e mi sono sposata.

Adesso sono 22 anni che sono vedova.

Io e mio marito abbiamo avuto cinque figli: due gemelle, una figlia che ha un ristorante e due maschi. Adesso sono anche bisnonna di sei nipoti. La famiglia è grande…saremo una trentina.

Io qui vivo da sola, sono autonoma.

La mattina mi sveglio. Ho qualche problema all’anca. Piano piano mi alzo…ho qualche dolore anche alla mano, ho una protesi. Il caffè me lo faccio e mi preparo anche la colazione. A volte faccio più fatica ma in genere ce la faccio.

Poi arriva l’operatrice, una o l’altra…tanto sono bravissime tutte.

Mi lavano e spesso mi preparano il pranzo, mi fanno compagnia, nel pomeriggio riposo un po’ e alla sera mangio la mia minestrina e vado a letto. Ho la televisione in camera, spengo la luce e guardo qualcosa finché mi viene sonno.

Ma non dormo mica tanto…se prendo la polverina dormo meglio, altrimenti mi alzo.

La mattina mi sveglio alle cinque, ormai ho l’orario. Non dormo più e allora prego. Poi alle sei o sei e mezza inizio ad alzarmi, con calma. E comincia la giornata.

Faccio colazione e poi dal tavolo della cucina fino al bagno faccio quattro o cinque giri, così alleno un po’ le gambe. Lo vede come cammino? Faccio un po’ fatica, soprattutto il primo giro. Ne faccio altri perché dopo il primo vado tranquilla…E’ un dono grande poter camminare ancora, sa?

Qui c’è spesso il vento. Non mi piace il vento ma quando non c’è, quando c’è il sole, un bel sole, allora cammino anche in balcone. E poi appena si apre la bella stagione ho un “carrettino” e con quello riesco andare anche per strada. Eh…bisogna alzarsi e camminare, altrimenti finisco in carrozzella se non muovo le gambe. E come si fa poi? Tutti i miei figli hanno la loro famiglia e io preferisco stare a casa mia.

Sono contenta, dai…ho 91 anni e la memoria migliore di quella dei miei figli a volte!

La cooperativa la conosco da due mesi, è una manna. Mi aiuta tanto. Sono proprio contenta.

Le giornate passano in fretta, con le operatrici chiacchiero, i miei figli mi vengono a trovare e poi guardo anche la tivù: ho le mie telenovele ma la politica non la guardo, non mi interessa…io ho fatto la guerra e so cosa vuol dire.

A me piace chiacchierare e faccio ridere sempre tutti, le operatrici e i miei figli. Faccio ridere anche la mia Franca! E’ brava lei, sa? Ma anche io sono brava, vero Franca? Non mi lamento mai.

Chiacchiero sì! Ma se non parlo con loro, quando c’è qualcuno insomma, con chi parlo? Con le telenovele? Le guardo quelle, gliel’ho detto…solo quelle però. Non guardo mica quelli che uccidono i figli, non mi piacciono quelle robe lì. Guardo i “cine”, quelli belli, non quelli violenti. Poi guardo tanto anche il Papa adesso…

Sono contenta, sono a casa mia da sola, vengono le operatrici e sono autonoma.

Prima per un periodo, una decina d’anni, sono stata a Carbonare, da mia figlia ma poi era tutto lavoro in più. Lei ha il ristorante e due figli grandi. Prima tenevo i bambini e ero utile, ma adesso è meglio così…

Con le operatrici che vengono a casa a volte scendo a camminare. Faccio un po’ fatica. A scendere col bastone ce la faccio senza problemi…è salire che è faticoso: gli scalini sono 44 e gli anni 91 e mezzo!! Ma ho tanto spirito, sono fortunata!

Il ricordo più tremendo della mia vita riguarda la guerra. Ero a Padova, ero incinta, aspettavo il mio figlio più vecchio, Elio. Entrano due delle SS, sapete chi sono le SS? Ne avete sentito parlare?

Ecco…entrano con la pistola e uno di loro me la punta alla pancia. Ho pensato di morire. L’altro soldato però si è accorto che ero incinta e ha fermato il primo, portandolo via. Ogni volta che guardo mio figlio, questo ricordo mi viene in mente.

Le SS erano cattive. I tedeschi faccio fatica a vederli adesso. Lo so che non devo, che è un errore perchè non si fa di tutta un’erba un fascio ma io quei ricordi della guerra ce li ho sempre in testa e faccio fatica. E’ stata dura sa?

Io lavoravo, andavo in fabbrica, ero quella che doveva chiudere tutte le macchine quando suonava l’allarme. Che corse e che paura!

Non vorrei mai vedere un’altra guerra. Non c’era né da mangiare né da bere, niente.

Con la tessera ci davano un etto di pasta, tre panini, sale. E basta.

Adesso è meglio…A casa mia non c’era la doccia, non c’era l’acqua. Nei campi ci si lavava, perchè l’acqua c’era nei campi per irrigare.

Adesso? Adesso i giovani ogni due minuti si fanno la doccia…

Con questo si capisce tutto…non ridete, non ridete!

Adesso mi fate le fotografie?