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Alma Dalrì

Ho abitato quasi sempre qui…Quando ero giovane i miei genitori avevano la campagna. Quando sono morti ho ereditato un pezzo di terreno e ho costruito questa casa, dopo la guerra. 

Da due anni e mezzo vengono le signore della cooperativa ma non so come siano arrivate qui, ho più di cento anni, a queste burocrazie ci pensa mio figlio!

Ho quattro figli, un solo maschio. I nipoti non li conto più! So solo che sono addirittura trisnonna di due, l’unico numero che mi ricordo. Bis non so quanti, ma tris sono due, sono sicura.

Le operatrici della cooperativa vengono al mattino e alla sera, poi c’è un’altra signora, che mi viene a fare da mangiare. Da sola non faccio più niente, ho fatto abbastanza da mangiare per tutti!

Poi vengono sempre tutti a trovarmi, i nipoti. Una delle mie nipoti è diventata anche sindaca, sa? 

Sono nata a Rovereto, poi sono andata in Austria dai due ai quattro anni con i miei genitori perché c’era la guerra: ci hanno mandati via, caricati sui treni merci, siamo stati sfollati. Ero piccola ma qualcosa mi ricordo, per esempio mi ricordo che si camminava per ore…

Dopo due anni siamo tornati a Rovereto e la casa aveva subito dei danni per la guerra. Abbiamo abitato a San Giorgio per un po’, io andavo all’asilo e i miei genitori aggiustavano casa e nel giro di poco tempo siamo potuti tornare qui.

Ho iniziato presto a lavorare in campagna, non avevo nemmeno dieci anni che conducevo il carro con i cavalli. Io ero la più vecchia, i miei fratelli sono nati dopo la prima guerra. 

Mi sono sposata a 23 anni. Poi è tornata la guerra. 

Uno dei miei fratelli è anche morto in guerra, silurato su una nave. Aveva 18 anni…io invece avevo già due figli… Me la ricordo bene la Seconda Guerra Mondiale: mi sono trovata in Piazza Podestà con le bambine e hanno iniziato a mitragliare. Ho preso le bambine e le ho coperte con il corpo. Eravamo una sopra l’altra sdraiate per terra. Un signore che faceva il portinaio lì vicino mi ha vista e continuava a dirmi che ero stata bravissima. Avrebbe voluto aiutarmi ma aveva paura ad uscire perché mitragliavano. Nella prima guerra almeno sparavano col cannone e basta, non ci andava mica di mezzo la gente…La mia gioventù, non è stata bella: guerra e miseria. Ho patito la fame da giovane e adesso non mangio, perché non ho più fame!

Poi ho avuto altri due figli, ma dopo dieci anni dalla seconda è arrivata la terza e alla fine il maschio. 

Adesso le giornate passano diversamente faccio i cruciverba, lavoro all’uncinetto anche se non c’è più il filo di cotone bello come una volta…

I cruciverba mi piacciono tanto, faccio da sola sa? Non scrive nessuno al posto mio! Poi se qualcosa non mi torna, lo lascio lì e ne faccio un altro oppure mi riposo, poi lo riprendo e tutto alla fine mi viene giusto, basta lasciar passare un po’ di tempo.

Non ce la faccio però da sola ad alzarmi dal letto. Vengono per questo le operatrici della cooperativa: mi aiutano ad alzarmi dal letto e ad andare a letto la sera. La mia testa ormai gira ogni volta che mi alzo e le gambe sono affaticate. Mi piace che vengano anche se dicono che vengono solo per sicurezza, i miei figli così sono tranquilli e anch’io. Una volta mi sono sentita male e sono caduta. Mi sono svegliata ore dopo e c’era sangue dappertutto.

Ero da sola perché facevo tutto fino ad allora. Poi dopo quella volta preferisco così, adesso sono vecchia, fanno tutto loro. Io mi riposo, faccio la signora.