foto giuseppe dell'Orco

Giuseppe dell'Orco

Sono arrivato a Trento nel 1952 e ho sposato una trentina doc. Io sono originario di Potenza, in Basilicata.

Arrivai in Trentino a 19 anni per fare il militare. Ho fatto tre anni di militare a Bolzano, poi mi congedai e degli amici mi portarono a Trento. Lì ho conosciuto mia moglie, che mi ha dato tre figli, belli come il sole!

Il primo morì a due mesi e dieci giorni, poi è arrivata la femminuccia e infine un maschietto. Poi basta, che uno è poco e due son troppi! 

Nel 2005 io facevo già fatica, poi ho avuto un infarto e non sono più riuscito a fare molto. Mi dissero che si trattava di una mielopatia cervicale, infatti ora non sto nemmeno in piedi, ho bisogno di aiuto per fare tutto.

Faccio sempre più fatica. In sostanza non passa il midollo che dà la forza a gambe e braccia di muovermi, è una malattia degenerativa e ora non mi muovo più.

Cinque anni fa, nel 2009, mio figlio che lavora all’Università e vive a Rovereto, vedendo che io non riuscivo più a fare molto e mia moglie iniziava a faticare, ha voluto portarci qui a Rovereto, vicino a lui. Da allora vivo in questa casa. Poi a Rovereto si è trasferita anche mia figlia, con il marito. Mia moglie infatti si aggravò subito dopo il trasferimento e in modo rapido da che sembrava solo stanca, è stata ricoverata e le è stata diagnosticata la SLA.

Inizialmente abbiamo avuto una badante ma non bastava, perché mia moglie non era minimamente autosufficiente. Era su una carrozzina e anche la mia malattia stava progredendo e facevo sempre più fatica a fare tutto.

Era il 2010, i miei figli hanno conosciuto la cooperativa e le operatrici da allora vengono ogni giorno. Prima si prendevano cura soprattutto di mia moglie, poi la mia malattia si è aggravata e quindi ho avuto anche io necessità del loro aiuto. Mia moglie poi è morta nel 2011 e adesso continuano a venire per me. Le devo ringraziare molto, sono tutte brave. Senza di loro non potrei stare. 

Modugno scrisse la canzone “il vecchietto dove lo metto?”, se non avessi i miei figli che sono così bravi e le operatrici non so dove sarei…forse farei la fine del vecchietto di Modugno, in cantina!

Le operatrici vengono qui quattro volte al giorno e fanno tutto loro, dalla A alla Z. Da quasi un anno mi portano anche il pasto: fino a settembre dello scorso anno infatti cucinavo da solo durante la settimana e il sabato e la domenica andavo dai miei figli. Ora non riesco più sono paralizzato per metà del corpo e nemmeno mi reggo più in piedi. 

La vuole vedere una foto di mia moglie? Guardi come era bella, qui eravamo in vacanza…