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Lucia Fontana

Già dal 2002 usufruisco dei servizi sociali del comune perchè ho chiesto il telesoccorso dopo un infarto. Per fortuna che ce l’ho: più volte ho chiamato per malori.

Dall’ottobre dello scorso anno però usufruisco anche dei servizi della cooperativa: ho visto che non riuscivo più a fare tutto da sola e ho parlato con l’assistente sociale, Patrizia. Pensi…lei è stata mia allieva in tirocinio quando faceva la scuola di servizio sociale.

Io sono un’assistente sociale in pensione. Di questi servizi ne so qualcosa perchè ho collaborato nell’istituzione dei servizi garantiti dal comune.

Sono stata assistente sociale e per un periodo anche assessora comunale alla sanità di Rovereto. Collaboravo strettamente con l’assessore all’assistenza e fin dalla fine degli anni 60 come ufficio regionale di servizio sociale, avevamo deciso di studiare il reddito minimo garantito per le persone.

Questo tipo di servizio era già molto in voga in Germania e con un gruppo molto affiatato abbiamo fatto un lavoro di ricerca e ci siamo attivati perchè il reddito minimo garantito diventasse realtà anche sul nostro territorio. Ci siamo riusciti ed è stata una bellissima soddisfazione.

Nel 1970 io e il mio collega assessore alla sanità andammo a Roma per un convegno proprio su questi temi.

Ricordo un intervento in particolare, di un avvocato piemontese, che affermava convinto che il modello tedesco sul reddito minimo garantito rappresentasse un esempio da seguire ma, allo stesso tempo e altrettanto convinto, continuava a ripetere che per l’Italia raggiungere obiettivi di quel tipo era e rimaneva solo un’utopia. Io e l’altro assessore ci guardammo e sorridemmo: da trentini d.o.c. non avemmo il coraggio di alzare la mano e ribattere, dicendo che da noi, in Trentino, quella realtà che a lui tanto sembrava un’utopia stava diventando una solida sicurezza su cui le famiglie del territorio avrebbero potuto contare…

Poi sono andata in pensione ma ho continuato a occuparmi di questioni sociali, in altro modo, ovviamente…ho fatto la volontaria alla casa di riposo, per esempio.

E adesso sono io ad essere utente: è così la vita…

Ho bisogno delle operatrici un’ora e mezza al mattino, perchè non riesco più a fare tutto da sola. Ho difficoltà ad uscire di casa, fare la spesa, muovermi in città. Proprio ieri lei (indicando l’operatrice) mi ha accompagnata dal dentista e non è mica sempre facile…abbiamo dovuto fermarci più volte, non sono in forma come vorrei, in questi giorni sono anche raffreddata. Anche ora che sto parlando mi stanco, mi cala la vista. Non vedo bene e quando mi stanco la vista si annebbia ancora di più.

Le operatrici mi aiutano molto anche per questo: mi leggono il giornale o la posta che arriva. Mi aiutano anche a riordinare un po’ casa e insieme cuciniamo. Prepariamo tutto, poi, quando mi viene fame, riscaldo le cose e mangio. Finalmente ho anche imparato ad usare il fornetto così è più semplice…