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Mirna Tonetta

Sono nata con una lussazione alle anche e nella vita ho dovuto subire cinque diverse operazioni. Mentre ero ricoverata per una di queste operazioni, quando mi hanno fatto la protesi all’anca, un’infermiera mi chiese se ero sola in casa.
La mia famiglia era morta, sia i miei genitori che mia sorella. Io non mi sono mai sposata quindi ero sola.


L’infermiera mi raccontò così della cooperativa La Casa, dell’assistenza domiciliare, della possibilità di avere i pasti. Non mi sembrava possibile.

Ho chiamato una parente e ho raccolto informazioni; questa parente andò dall’assistente sociale e dopo le verifiche sono stata iscritta. Da 17 anni usufruisco dei servizi, a periodi più a periodi meno, con delle pause, a volte, ma quando ho avuto bisogno, durante questi 17 anni, la cooperativa c’è sempre stata.

Sono stata fortunata ad incontrare quell’infermiera perchè se lei non mi avesse detto dell’esistenza di questa possibilità non so come avrei fatto.

Le operatrici vengono 4 ore alla settimana, mi aiutano a fare le pulizie, mi accompagnano a fare la spesa…da sola faccio fatica.

In 17 anni ho visto tante operatrici, con tutte ho sempre voluto un rapporto sincero: la prima cosa che dico a tutte è diciamoci le cose come sono. E così va tutto bene.

Nel 2011 mi hanno operata l’ultima volta, un mese mezzo a letto, per l’ennesima volta…poi mi hanno dimessa perchè sapevano che avevo l’assistenza della cooperativa e la possibilità del pasto. In 17 anni ho avuto periodi di alti e bassi, a momenti mi sentivo più “arzilla” allora ho diminuito l’intensità del servizio, adesso sono stanca e le anche fanno male spesso, quindi anche il pasto mi arriva ogni giorno.

Si mangia bene, sa? Posso anche scegliere tra diversi menù, ci sono differenze tra le varie stagioni.
Ho 79 anni…l’anno prossimo festeggio…80 anni non arrivano mica ogni giorno!

Vivo in questa casa da tanti anni, la prese ancora mia mamma e io non me ne sono mai andata, anche se avrei potuto muovermi…non ha molte comodità, questa casa è vecchia…però è in centro e per me questo è impagabile.

Sono nata a Modena ma i miei genitori erano trentini. Si sono sposati qui ma poi mio papà ebbe un posto di lavoro a Modena e quindi si trasferirono. Poi siamo nate noi: io e Paola, due gemelle.

Abbiamo vissuto a Modena per qualche anno poi il babbo morì giovane, noi bambine avevamo 10 anni. Mia mamma qui aveva le sorelle, i parenti: ha preferito tornare in Trentino e siamo arrivate a Rovereto. Sono quasi 70 anni insomma che sono a Rovereto. Prima abitavamo in un altro appartamento poi abbiamo trovato questo e io sono ancora qui, da 40 anni. Come dicevo prima ho pensato di andarmene più volte ma poi non l’ho mai fatto perchè l’idea di spostarmi dal centro proprio non mi piace.

Con le mie anche non posso prendere l’autobus, non posso salire su treni o corriere da sola, fatico anche a camminare quindi essere in centro per me è importante. Da qui posso uscire anche sola, a volte. Riesco ancora ad andare a fare le mie commissioni: in banca, alla posta, queste cose qui…la spesa no perchè non riesco a portare le borse pesanti. Esco col bastone e non tutti i giorni ma esco.

Sa cosa le dico? Che bisogna accontentarsi, la mia vita poteva andare peggio…

Finchè riesco, con l’aiuto dei servizi, a rimanere a casa da sola io voglio rimanere qui. Poi, quando non ce la farò più andrò alla casa di riposo.
Ma finchè posso voglio stare a casa. Per fortuna ci sono questi servizi, altrimenti io avrei già dovuto essere alla casa di riposo…Sono contenta, insomma: sto abbastanza bene e le operatrici mi aiutano. Poi si vedrà.